
Lando si è scusato con Piastri e con il team, assumendosi la responsabilità dell’incidente tra le due MCL40 durante la Sprint di Marina Bay. Andrea Stella sottolinea come gli interessi del team debbano essere superiori a quelli individuali.Lando Norris ha chiesto scusa. In casa McLaren a tenere banco non sono le deficitarie prestazioni delle MCL40, che anche a Marina Bay hanno faticato a lottare con Red Bull, Mercedes e Ferrari, ma quanto accaduto nella parte finale della Sprint Race di sabato, dove i due piloti papaya si sono resi protagonisti di un contatto che ha fatto perdere loro punti importanti nella lotta al secondo posto nel Mondiale Costruttori.
A 24 ore dal contatto, una volta finita la gara di Singapore, il campione del mondo in carica ha voluto tornare sull’accaduto e lo ha fatto prendendosi la responsabilità.
“E’ tutto piuttosto semplice. Non avrei dovuto tentare quella manovra. Non avrei mai dovuto provarci fin dall’inizio, anche se ci fosse stata la possibilità di riuscirci. Devo pensare di più alla squadra che rappresento, anziché a me stesso”.
“È stato un mio errore e ho deluso il team. Ho anche chiesto scusa a tutti loro: dovevo delle scuse a ciascuno e la prossima volta farò meglio”.
L’errore di cui Lando si è preso le colpe ha portato la McLaren a perdere punti nel Mondiale Costruttori e, dopo la gara corta, il team si è riunito per parlare dell’accaduto.
Andrea Stella, team principal della McLaren, non aveva usato giri di parole per commentare l’accaduto, definendolo “inaccettabile”. Il manager italiano è tornato sull’incidente al termine della gara lunga, dando però un’altra chiave di lettura per via del comportamento avuto dai due piloti.
Norris e Piastri avrebbero capito l’errore e ricordato quale sia il punto focale che deve spingerli a correre: ovvero quello di mettere il bene del team davanti a quello personale.
“Quello che è successo ieri l’ho definito inaccettabile, una dichiarazione che arriva dal team principal. Ma sono stato molto incoraggiato dal fatto che anche i nostri piloti abbiano espresso molto rapidamente lo stesso concetto. Siamo quindi allineati su come vogliamo guidare questa squadra verso il futuro, attraverso uno sforzo congiunto tra il team e i piloti”.
“Le discussioni che stiamo portando avanti non sono ancora concluse”, ha rivelato Stella. “Ma non è perché dobbiamo tornare a discutere se Lando fosse affiancato a Oscar, o cose del genere… Non è questo l’aspetto interessante. Per me, la parte più interessante è la riflessione che tutti gli attori coinvolti — il team e i piloti — dovranno fare su come convivere all’interno della squadra”.
“Si tratta di mettere costantemente al primo posto, anche quando si è nell’abitacolo, gli interessi del team, riconoscendoli come superiori a qualsiasi interesse individuale”.
“E sebbene, da questo punto di vista, le discussioni non siano ancora concluse e ci sia ancora del lavoro da fare per diventare una squadra più unita e ancora più forte, sono soddisfatto del fatto che Lando, a un certo punto della gara, abbia adottato questo modo di pensare”.
“È questo che mi aspetto da team principal. È questo che le mille persone che lavorano in McLaren si aspettano dai nostri piloti. Quindi, è positivo che abbiamo avuto questo esempio e mi aspetto sicuramente di vederne altri in futuro, indipendentemente dal fatto che queste situazioni vengano ascoltate via radio, si verifichino a porte chiuse durante le riunioni oppure si riflettano nel modo in cui pianifichiamo le nostre gare”.





